Una cara amica virtuale, in risposta alla mia prima mail sull'aggressione a Berlusconi, mi scrive...

Cara Leyla, il fulcro della questione sta proprio lì:
essere civili. Oggi non è così scontato.
Tutte le cose si possono fare sempre in due modi: uno arrogante, che sfocia nelle polemiche sterili e fini a se stesse,
ed uno pacato e civile che porta spesso ad un arricchimento delle persone,
quantomeno ad uno scambio di idee.
Credo che se dico che io e te ne siamo un esempio
non pecco di presunzione: noi non abbiamo le stesse idee politiche,
eppure questo non ha escluso che parlassimo anche di temi "caldi"
senza venir meno al reciproco rispetto.
La stima per le persone va al di là delle personali convinzioni religiose e politiche,
altrimenti si scade nella faziosità idiota di certi individui che etichettano a prescindere,
solo basandosi sul partito votato, il dio pregato o la squadra di calcio.
(ehm.....Leyla...heheheheh su quella siamo PIENAMENTE d'accordo!!! WinkWink )
L'aggressione a Berlusconi è da condannare.
Il motivo è chiaro, nessuno ha il diritto di compiere simili gesti
nei confronti di un'altra persona.
Non ci sono scusanti ma non ci sono scusanti nemmeno
all' additare come responsabile del fatto,
non l'individuo ma un intero schieramento politico,
come molti, ed era intuibile, stanno facendo.

La mia risposta.
Ciao mia cara compagna di "sventure"...calcistiche.

E' quello che predico io da una vita.
Non è possibile che tutto il bene stia da una parte e tutto il male stia dall'altra.
Possibile che non ci possa essere un punto di incontro (tra i politici e tra di noi) e lavorare tutti per il bene comune?
A me sembra che da ambo le parti si faccia il cosiddetto gioco al massacro.
Il solito stupidissimo esempio?
Si deve preparare una cena importante.
Chi ha l'onere di organizzarla propone come primo piatto le lasagne alla bolognese.
Noooooooooooooooo
Urla la parte opposta
Meglio i tortellini in brodo!!!!

Ora io dico, entrambi stanno proponendo un ottimo primo, guarda caso della stessa regione, e si scannano solo per il gusto di fare opposizione o per dire "ora comando io"
E così per giorni, settimane, mesi non si fa altro che parlare in tv e sui giornali (e tra di noi) della bontà del "piatto" proposto dal proprio schieramento.
Senza contare che molti di noi, sempre per fare un esempio, non conoscono nè l'uno nè l'altro, ma sposano ugualmente l'uno o l'altro, a seconda delle proprie simpatie.
Personalmente sono del parere che visto che le due proposte sono entrambe valide, a fare la scelta definitiva debba essere chi ha l'onere, in quel momento, di organizzare questa benedetta cena.

Capisco che sia riduttivo paragonare i problemi che attanagliano il nostro Paese a lasagne e tortellini, ma gli esempi, anche se stupidi come il mio, servono a questo.
Senza contare che a volte, visto che il budget a disposizione per questa fantomatica cena è alquanto limitato, sarebbe più opportuno optare per una più modesta pasta e fagioli, altrettanto ottima, ma molto meno cara.

E invece no...si continua a discutere...col rischio di arrivare all'ora prestabilita per la cena e di non aver preparato nulla. Ovviamente, a questo punto, la cattiva figura chi la fa?
Mi pare evidente che verrà attribuita a chi aveva l'onere di prepararla.

Per tornare al dunque...
fare opposizione non dovrebbe significare dire sempre e solo no e pretendere che venga fatto solo quanto da essa proposto.
Tanto vale, allora, che io mi alzi dalla poltrona sulla quale mi hanno fatto sedere e lasci il posto.
O sbaglio?
Un bacio
Leyla

Suo ulteriore intervento

Leyla!!! Candidiamoci!!
hai visto mai finalmente si riesca a discutere e arrivare a qualche conclusione valida???

Rolling EyesRolling Eyes ..e poi...giusto, legate da comuni disgrazie bianconere,
non potremmo che trovare il resto una BAZZECOLA!!!
sigh e sob....povero Ferrara...

Sono questi gli "avversari" in politica con i quali mi piace confrontarmi.
Persone intelligenti, che non fanno di ogni erba un fascio, e che sanno trovare la battuta giusta per stemperare la tensione.
La vita ha portato me e questa amica a percorrere, politicamente parlando, strade diverse.
Ciò non toglie che essendo entrambe due persone educate, possiamo parlare di politica senza toni accesi, confrontandoci serenamente.

  

 

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